
Hai mai sentito quella sensazione di calore che sale e si trasporta in tutto il corpo, il petto che si stringe, la faccia che diventa rossa, la mascella che si afferra, i pugni che si serrano, per poi esploderti in uno sfogo di rabbia? Forse ti senti successivamente in colpa dopo uno scatto d’ira, sentendoti poi esausto. Oppure reprimi costantemente la rabbia, pensando che soffri di ansia e hai paura di perdere il controllo o, al contrario, ti sembra di non riuscire mai a difenderti quando sarebbe necessario.

Quando la rabbia diventa il nostro modo principale di rispondere al mondo, o quando la soffocchiamo costantemente, è il segnale che abbiamo bisogno di un nuovo rapporto con questa emozione potente. Non si tratta di eliminarla o di controllarla a tutti i costi, ma di comprenderla, accoglierla e trasformarla in una risorsa.
Dare il benvenuto alla rabbia può sembrare controintuitivo. La società ci insegna che la rabbia è “cattiva”, che dobbiamo controllarla, nasconderla, vergognarcene.

Ma quando rifiutiamo la rabbia, rifiutiamo anche informazioni preziose su noi stessi:
Accogliere la rabbia significa creare uno spazio sicuro dove questa emozione può esprimersi in modo costruttivo, dove possiamo ascoltare cosa ha da dirci senza lasciare che ci domini.
Sono la Dottoressa Liesbeth Elsink, psicoterapeuta olandese che vive a Pavia e lavora tra Milano e Pavia da 30 anni.
La mia esperienza aziendale di oltre 25 anni dopo una laurea in comunicazione aziendale internazionale, unita ad una formazione clinica specialistica in psicologia clinica e psicoterapia adleriana, mi ha permesso di sviluppare un approccio unico alla gestione della rabbia.
La rabbia è una delle mie specializzazioni terapeutiche. Nel mio lavoro accompagno le persone in un percorso per trasformare la loro relazione con la rabbia: da qualcosa da eliminare a un messaggero da ascoltare.
La mia prospettiva cross-culturale – tra Olanda e Italia – mi ha insegnato l’importanza di considerare il contesto culturale nel lavoro terapeutico. Il corpo ha un linguaggio universale: quello del sistema nervoso autonomico. Questo linguaggio va compreso insieme al linguaggio verbale, non verbale e a qualsiasi altra forma di comunicazione nella lingua in cui il paziente si esprime. È questo ascolto multilivello che accompagno i miei pazienti a sviluppare.
Lavoro in italiano, inglese e olandese – nella lingua in cui ti senti più a tuo agio per esplorare contenuti emotivi profondi.

La rabbia non è un’emozione semplice. Si presenta in molte forme, alcune evidenti, altre nascoste:
Rabbia Esplosiva
Scatti improvvisi, alzare la voce, gesti bruschi, impulso a rompere oggetti, farsi del male. Dopo l’esplosione spesso arriva il senso di colpa, la vergogna e una sensazione di stanchezza profonda e crollo.
Rabbia Repressa
La soffochi, la neghi, “fai finta di niente”. Ti dicono che sei “troppo sensibile” quando esprimi fastidio. Accumuli tensione fino all’esaurimento o all’esplosione improvvisa. Spesso questa rabbia repressa si maschera da ansia.
Rabbia Passivo-Aggressiva
Sarcasmo, procrastinazione deliberata, silenzi punitivi, sabotaggi sottili. Esprimi la rabbia indirettamente perché non ti senti sicuro di farlo apertamente, per paura del giudizio e della reazione altrui per cui cerchi di trattenerti.
Irritabilità Costante
Tutto e tutti ti infastidiscono. Sei sempre sull’orlo di una reazione esagerata. Le piccole cose diventano enormi. Vivi in uno stato di allerta continua.
Non si tratta di eliminare la rabbia – sarebbe impossibile e controproducente – ma di modificare profondamente il modo in cui il tuo sistema nervoso risponde alle sfide della vita, passando da uno stato di sopravvivenza continua a uno stato di maggiore equilibrio e benessere nelle diverse sfere: affettiva e relazionale, sociale, lavorativa e di studio.
Uno degli aspetti più importanti da comprendere: la rabbia è spesso un’emozione secondaria. Sotto la superficie, protegge emozioni più vulnerabili che facciamo fatica a riconoscere o esprimere:
Paura
Paura di essere feriti, abbandonati, rifiutati, umiliati. La rabbia ci fa sentire forti quando in realtà ci sentiamo spaventati. Spesso ciò che chiamiamo ansia è rabbia repressa che si è trasformata in paura.
Dolore
Dolore per una perdita, un lutto, un tradimento, una delusione profonda. È più facile arrabbiarsi che piangere, più sicuro urlare che mostrare quanto siamo stati feriti.
Vergogna
Quando ci sentiamo inadeguati, sbagliati, non abbastanza. La rabbia copre il senso di vergogna profondo, ci permette di attaccare invece di sentirci vulnerabili.
Impotenza
Di fronte a situazioni che non possiamo controllare, la rabbia ci dà l’illusione di avere potere. Ci fa sentire attivi invece che passivi, forti invece che indifesi.
Bisogni non riconosciuti
Bisogno di essere visti, ascoltati, rispettati, amati. Quando questi bisogni vengono ignorati ripetutamente, la rabbia emerge come protesta, un’espressione che spinge più via che avvicina.
Benvenuta Rabbia significa imparare ad ascoltare cosa questa emozione sta proteggendo, quale messaggio più profondo sta portando.

La rabbia non vive solo nei pensieri, vive profondamente nel corpo. Quella sensazione nervosa e di calore che sale, il petto stretto, i pugni serrati – questi non sono solo sintomi da controllare, ma messaggi importanti da comprendere. Per questo il mio approccio integra diverse metodologie che lavorano su entrambi i livelli:
Esploriamo il significato della rabbia nella tua vita: quali scopi sta servendo? Come si collega ai tuoi schemi relazionali appresi nell’infanzia? La rabbia spesso nasce da un senso di inferiorità mascherato o da aspettative non realistiche su come dovrebbe essere il mondo. Comprendiamo insieme come la tua rabbia cerca di proteggerti e quali bisogni più profondi sta comunicando.
Il tuo sistema nervoso può rimanere bloccato in stati di attivazione (lotta) dove la rabbia è la risposta automatica. Attraverso la comprensione del tuo sistema nervoso autonomo, impari a riconoscere i segnali del corpo – quel calore che sale, quella tensione che cresce – prima che la rabbia esploda, e a regolare le tue risposte. Scopri come tornare in uno stato di sicurezza invece di oscillare tra esplosione e repressione.
Quando la rabbia è radicata in traumi passati (trascuratezza emotiva e/o fisica, abusi, maltrattamenti, ingiustizie subite, umiliazioni), l’EMDR aiuta a rielaborare questi ricordi in modo che smettano di attivare automaticamente risposte rabbiose nel presente. Il tuo corpo impara che la minaccia è passata, che non devi più reagire come se fossi in pericolo, ma che hai adesso le risorse per rispondere in modo funzionale per te.
La rabbia crea tensione fisica intensa che il corpo trattiene. Impariamo insieme a:
Gran parte della rabbia nasce da confini deboli o violati. Quando non riesci a difenderti in modo assertivo, l’unica alternativa sembra essere l’esplosione o la resa. Impari a:
Non giudico la tua rabbia né le tue esplosioni, né la tua incapacità di difenderti. Creiamo insieme uno spazio sicuro dove puoi finalmente esprimere ciò che hai trattenuto, senza paura di essere etichettato come “problematico”, “aggressivo” o “troppo sensibile”, “sei sempre il solito”.
Esploriamo la storia della tua rabbia: come l’hai vista espressa nella tua famiglia d’origine? Cosa ti hanno insegnato su questa emozione? Ti hanno detto di “calmarti”, di “non esagerare”, di “controllarti”? Oppure hai visto esplosioni violente in famiglia o nei tuoi dintorni che ti hanno spaventato? Comprendiamo insieme come questi messaggi abbiano plasmato il tuo rapporto attuale con la rabbia.
Impari a identificare la rabbia prima che diventi incontrollabile:
Sviluppiamo strategie pratiche per gestire l’intensità fisica ed emotiva:
Se la rabbia è collegata a traumi o ferite, usiamo EMDR per rielaborare questi ricordi. Questo permette al sistema nervoso di “aggiornare” le sue risposte automatiche. Il tuo corpo impara che non deve più reagire con la stessa intensità a situazioni che ricordano il passato ma non rappresentano lo stesso pericolo.
La rabbia diventa una risorsa invece che un nemico:
Questa paura è comune, specialmente se hai represso la rabbia per molto tempo o se hai visto esplosioni violente in famiglia o nei tuoi dintorni. In terapia creiamo modi sicuri per esprimere la rabbia gradualmente, così non si accumula fino all’esplosione incontrollabile. Impari che puoi sentirti arrabbiato, riconoscere la rabbia, darle voce, senza necessariamente agire in modo distruttivo. La rabbia riconosciuta e accolta perde il suo potere esplosivo, ma può essere espressa in modo produttivo.
Non è mai troppo tardi per cambiare il tuo rapporto con la rabbia. Molte persone riescono a riparare relazioni danneggiate quando imparano nuovi modi di gestire questa emozione e di comunicare i propri confini. E anche se alcune relazioni sono finite definitivamente, puoi costruirne di nuove più sane, dove la rabbia diventa comunicazione invece di distruzione.
Esatto! “Sei sempre arrabbiato” o “Calmati” sono espressioni che invalidano la tua esperienza e negano che tu abbia motivi legittimi per sentirti così. Nessuno si calma quando gli viene detto di calmarsi – anzi, questa frase spesso fa esplodere ancora di più la rabbia. Invece, impariamo insieme a riconoscere e validare la tua rabbia (“ho un buon motivo per sentirmi così”), per poi scegliere consapevolmente come rispondere in modo efficace.
Sì, la rabbia repressa è problematica quanto quella esplosiva. Se non riesci mai a dire “no”, a difenderti, a esprimere disappunto o a porre confini, probabilmente stai pagando un prezzo alto. Questa rabbia negata spesso si trasforma in ansia, depressione, sintomi fisici, o esplode improvvisamente in momenti inaspettati. Imparare ad accedere alla rabbia sana, a riconoscerla e usarla per difenderti, è parte essenziale del percorso.
Spesso la rabbia repressa si maschera da ansia. Quella tensione costante, quel senso di allarme, quell’incapacità di rilassarsi – possono essere il risultato di rabbia non riconosciuta che non trova espressione. Quando impari a riconoscere e esprimere la rabbia in modo sano, spesso l’ansia diminuisce significativamente. Lavoriamo insieme per distinguere cosa è ansia genuina e cosa è rabbia travestita.
La rabbia in sé non risolve problemi, ma l’informazione che porta è preziosa. Ti dice che qualcosa non va, che un confine è stato violato, che hai bisogno di cambiamento, che la situazione è ingiusta per te. Quando ascolti questo messaggio e agisci costruttivamente – ponendo limiti, comunicando chiaramente, cambiando situazioni insostenibili – la rabbia diventa uno strumento potente di crescita e protezione.
Dipende dalla profondità del lavoro necessario e dalla complessità della tua storia di vita e con la rabbia. Insieme viaggiamo per un percorso per affrontare i vissuti profondi, i traumi e gli schemi radicati dall’infanzia. Lavoriamo insieme al tuo ritmo, rispettando i tuoi tempi.
La mia esperienza professionale combina due percorsi che si integrano in modo unico: oltre 25 anni nel mondo aziendale, dove ho sviluppato una profonda comprensione delle dinamiche di stress, prestazione e gestione della pressione lavorativa, e una formazione clinica specialistica in psicologia e psicoterapia adleriana.
Questa doppia prospettiva, arricchita da un percorso di vita significativo – oltre 55 anni in cui ho costruito autonomamente carriera e famiglia in un paese diverso da quello di origine, crescendo tre figli – mi permette di comprendere in modo particolarmente efficace la rabbia legata al contesto professionale, alle responsabilità lavorative, alle dinamiche relazionali complesse, alle sfide della genitorialità e dell’età adolescenziale, e alle difficoltà di chi opera in ambienti multiculturali o di chi vive la condizione di straniero o il sentirsi “estraneo” nel proprio contesto.
Una prospettiva cross-culturale autentica, maturata in 30 anni di vita e lavoro tra Olanda e Italia. Questa esperienza mi permette di comprendere profondamente le sfide di chi vive tra culture diverse, di chi si è trasferito per lavoro, di chi si sente in qualche modo “fuori posto” rispetto al contesto in cui vive.
L’integrazione reale tra corpo e mente nel lavoro terapeutico. Non ci limitiamo al piano cognitivo: lavoriamo direttamente con il tuo sistema nervoso, con le sensazioni corporee, con la memoria implicita del corpo. La rabbia non è solo un’emozione – è una risposta del sistema nervoso che va compresa e regolata a quel livello.
Un metodo di lavoro concreto e orientato ai risultati, tipico della cultura nordeuropea, unito all’empatia e al calore necessari per un vero cambiamento terapeutico. Non offro solo comprensione, ma strumenti pratici che puoi utilizzare autonomamente.
La capacità di lavorare in più lingue, che non è solo una questione pratica: lavorare nella propria lingua madre o nella lingua in cui ci si sente più autentici permette di accedere a livelli emotivi più profondi e facilita il processo terapeutico.
Le mie specializzazioni includono: Abilitazione EMDR per il trattamento dei disturbi della rabbia. Formazione specifica in terapia dei disturbi della personalità, disturbi alimentari, mindfulness e terapia realtà aumentata. Psicoterapia adleriana, con focus sulla comprensione del significato del sintomo nel contesto di vita della persona.

La rabbia diventa un problema quando:
Non devi aspettare di “toccare il fondo” o di avere l’impressione di aver rovinato tutto. Prima inizi a lavorare sulla rabbia, più facile sarà trasformarla in una risorsa invece che in un nemico.
Riconoscere che hai bisogno di un nuovo rapporto con la rabbia è già un atto di coraggio. Molte persone evitano questo lavoro per anni, lasciando che la rabbia corroda le loro relazioni e il loro benessere, o che la repressione della rabbia si trasformi in ansia e depressione.
Tu sei già qui. Hai già fatto il primo passo.
Nel nostro lavoro insieme:
Ti aiuterò a:
La rabbia può diventare la tua forza, il tuo confine sano, la tua voce autentica.
Se riconosci te stesso in queste parole, se senti che è arrivato il momento di fare pace con la tua rabbia e trasformarla in una risorsa, sono qui per accompagnarti in questo percorso.
Il primo colloquio conoscitivo è un incontro in cui ascolto la tua storia e i tuoi obiettivi terapeutici. Valutiamo insieme se il mio approccio risponde alle tue esigenze specifiche. Ti spiego concretamente come si svolgerà il percorso e cosa puoi aspettarti. Puoi già sperimentare alcune prime tecniche di regolazione del sistema nervoso.
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“Benvenuta Rabbia. Benvenuta a una parte di te!”
Dott.ssa Liesbeth Elsink – Un Passo per Volta
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